Posted by: drslow | Agosto 18, 2008

R.I.P. Proof 250

Oggi il Rainer ha confermato la infausta diagnosi sul mio Proof Wave Freestyle 250 di “soli” cinque anni. La tavola è scoppiata. Delaminazione in coperta e in carena. Lo userò fino a quando si distruggerà sotto i miei piedi, probabilmente in un tentativo di Vulcan.
Questa tavola, che non mi ha risparmiato critiche di ogni genere e molta inutile ironia, è una tavola di cui sono veramente innamorato. Innanzitutto, perché non ce l’ha nessuno, e a me un po’ piace stare fuori del gruppo. Poi perché è planante (era, visto che le linee della carena ormai sono compromesse) nonostante i 90 litri. Poi perché è leggera (5,5 kg verificati alla consegna). Poi perché stramba e fa i 360 alla grande. E ancora perché ha un sacco di V a poppa e mantiene la direzione anche con la 4.2 veramente sovrainvelata. E infine perché la potevo veramente usare come “tavola unica” eccetto le onde (anche se una volta ci sono uscito a Cala Pischina). Ma soprattutto perché mi ci sono trovato bene da subito e va bene per me.
La sua prossima morte apre un terribile dubbio sulla sua sostituta. Dovrà essere una tavola freestyle, come mi invitava a fare ieri Carletto Durzu. O visto che di freestyle io non so fare nemmeno la Vulcan e alla fin fine sono pure sempre un windsurfista anni’90, è meglio un freestyle wave? E poi, dove la trovo una tavola da 5,5 kg veri? Insomma, non so cosa fare.
Per cominciare, nei prossimi giorni cercherò di provare qualche tavola freestyle vera, se qualcuno me la presta, per capire se una tavola che va bene per Gollito (o anche solo per Stefanino Lorioli) faccia anche al caso mio. E forse che una tavola freestyle potrebbe aiutarmi a imparare prima e meglio la Vulcan? Boh.

Posted by: drslow | Agosto 17, 2008

Festa della raffica

Oggi Coluccia era la festa della raffica. Invece del vento “a strisce”, come a volte accade, abbiamo avuto il vento “a macchie”, che è una discreta schifezza. Io ho anche fatto del mio meglio: sono entrato in acqua nonostante le braccia spezzate e mi sono imposto di non fare un solo 360. Ma le condizioni erano veramente inadatte e le mie braccia e le mie mani assolutamente fuori servizio. Ma sono molto fiducioso per il futuro e determinato a concentrarmi solo sulla Vulcan.

Posted by: drslow | Agosto 16, 2008

Conigliata

Oggi sono stato più coniglio p più criceto? - © Time Warner

Due giorni di gran bel vento. Roba da 4.2-4.7, con una coda tardopomeridiana da 5.3 perfetta. Io mi sono acconigliato, o accricerato, a seconda dei punti di vista. Cioè mi sono divertito molto e ho fatto un sacco di 360 ma non erano proprio condizioni per provare la Vulcan: mi stavo già divertendo così e non ne ho sentito la mancanza. Sarà per la prossima giornata di vento.

Posted by: drslow | Agosto 12, 2008

La mia mano sinistra

La mia mano sinistra (liberamente ispirato a Il mio Piede Sinistro)

La mia mano sinistra (liberamente ispirato a Il mio Piede Sinistro)

Oggi ho parlato della questione con Stefanino Lorioli, per due anni consecutivi vice campione italiano di freestyle. Gli ho spiegato la dinamica e gli ho sottoposto il mio dubbio, e cioè che la rotazione venga bloccata dal fatto che non mollo la mano posteriore.
La sua opinione è che il problema potrebbe essere questo, per cui alla prossima ci proverò stando attento a mollare la mano sinistra, che incidentalmente è quella posteriore.

La prossima occasione dovrebbe essere, previsioni alla mano, venerdì. Ieri oggi e i prossimi due giorni sono un affare di scirocco, e infatti a Murta Maria planano alla stragrande, ma io ormai sono un po’ pigro e resto in famiglia a godermi i bambini e fare un po’ di cosette: non ho nessuna voglia di farmi 60 km di statale col traffico di agosto e di non trovare parcheggio e far soffrire la famiglia. Per cui aspetto la prossima uscita a Coluccia… sto diventando un vero local sedentario. Mi preparo per l’ospizio!

Posted by: drslow | Agosto 9, 2008

Banzai!

A furia di fare tresessanta comincio a sentirmi come un criceto sulla ruota

A furia di fare tresessanta comincio a sentirmi come un criceto sulla ruota: devo evolvermi verso un nuovo stadio - Vulcaniano!

Una bella giornata a Coluccia. Vento forte ma un po’ a “strisce”, per cui armo comunque la 5.3. Si plana anche con la 4.7-4.5, ma in alcuni punti si soffre, e io oggi preferisco soffrire per il troppo vento che per il troppo poco vento. La 5.3 la armo con la massima tensione di caricabasso e la bugna positiva di 1 cm. Da guerra, insomma. Comunque, c’è un sacco di altra gente con la 5.3-5.1 in acqua. Ad esempio Mattia Fabrizi e Stefanino Lorioli.

La prima parte della giornata la dedico a divertirmi (a furia di fare carving 360 comincio a sentirmi come un criceto), ma man mano che passa il tempo mi si insinua il tarlo della Vulcan. Devo riprovarci e ritrovare confidenza. Ma ho bisogno di qualcosa per sbloccarmi, così mi porto sottovento, davanti alla famiglia che ho preventivamente “picchettato” in spiaggia. Per l’occasione, affido a mio fratello (ho anche un fratello, che rivelazione!) la mia nuova macchinetta digitale, arrivata ieri brevi manu dal continente, per farmi riprendere nei miei tentativi di Vulcan. Con qualcuno che mi riprende, devo devo devo provarci sul serio.

Prendo subito un paio di lecche, poi decido di provarci con più determinazione, buttando in basso la prua, cosa che faccio e che mi sembra sortisca un effetto positivo sulla rotazione. Anzi, sono sicuro di aver ruotato la tavola sulle nuove mura: torno a terra per vedere il video risultato, ma il mio bro non ha ripreso il tentativo migliore.
Mi riassetto ed esco di nuovo, tre tentativi, due mi sembrano buoni, ritorno a terra tutto contento. Ma non vedo un accidente: prima il fratellone si è fatto impallare dagli unici due pedoni che passeggiano sulla battigia, e poi da uno strambatore di passaggio, il solo nel raggio di due chilometri! Grrrrrrrr!
Esco ancora. Nuovo tentativo, prua in basso, poppa in alto, ma blocco la tavola in acqua, volo all’indietro e prendo una nuova botta al collo. Male totale! Ma sono curioso di vedere il risultato.

Lo potete vedere anche voi nel video, ma a velocità normale non si capisce niente. A prima vista sembra che il problema sia che non piego la gamba posteriore, e anche io lì per lì ne ero convinto. Ma una volta a casa, riguardando la sequenza al rallentatore, fotogramma per fotogramma, appare una verità diversa. Stacco, la tavola comincia a girare, raccolgo (abbastanza) la gamba posteriore, la prua è bassa (quasi infilata) nell’acqua. Ma a un certo punto smetto di ruotare, la tavola crolla sull’acqua, blocco la pinna e addio!
La mia teoria è che la rotazione sia bloccata dal fatto che non mollo la mano posteriore sul boma (e non giro la testa). Anzi, ne sono abbastanza convinto. Talmente convinto che oggi sono contento. Adesso stacco e ruoto col baricentro sul piede d’albero, so che salto abbastanza (ma non troppo alto) e che raccolgo la gamba posteriore, e che se lascio la mano posteriore potrei completare questa benedetta rotazione. Forse.

Ad ogni modo ho tempo per pensarci, appena mi sarà passato il male al collo! Avrei bisogno anche di più conforto familiare. Mia moglie ha sentenziato che “vederti mi fa venire il nervoso: già sei mezzo rotto, perché devi cercarti di farti male?” e poi aggiunge il carico da novanta annunciandomi che i bambini sono “molto preoccupati” quando mi vedono cadere in quel modo. E io pensavo che la famiglia mi avrebbe sostenuto con frasi del tipo “Bravo, anche se hai 40 anni passati non ti sei arreso, sei un esempio di fulgida tenacia!”
Uffa!

Posted by: drslow | Agosto 8, 2008

Intermezzo #1

Nonostante gli insuccessi i miei fan mi sostengono scrivendo il mio nome lungo le strade della Sardegna. Grazie ragazzi, ce la farò per voi!

Nonostante gli insuccessi i fan continuano a sostenermi scrivendo il mio nome lungo le strade della Sardegna. Grazie ragazzi, ce la farò per voi!

Cinque cose che ho fatto in questi tre giorni.

1. Cercare di farmi passare il male al collo, cosa che sembra parzialmente riuscita con un po’ di pazienza e un po’ di nuoto: adesso riesco a fare la respirazione da entrambi i lati senza soffrire troppo. Sono abbastanza pronto a rientrare in acqua e riprovarci.

2. Guardare la Vulcan sul video Free Your Style. Per chi non lo conoscesse, è un video didattico di windsurf e freestyle di qualche anno fa, realizzato da Lars Petersen, freestyler della prima ora (è stato anche Campione Europeo IFCA della specialità) nonché una persona veramente simpatica e intelligente. Essendo roba di qualche anno fa l’attrezzatura ha l’aria veramente antica (Lars fa la Vulcan con una tavola wave!) cioé è molto più simile alla mia, che non è proprio all’ultimissima moda. Ho pensato che vedere un giurassico fare la Vulcan con attrezzatura antica potesse essermi utile. In realtà ho l’impressione che Lars la faccia anche all’antica, cioè saltando troppo in alto. E quando a fine manovra mi offre come perla di saggezza quella di “fare attenzione a non ruotare la tavola di più di 200 gradi”, ho capito che navighiamo in universi diversi: io non riesco nemmeno a ruotarla sulle nuove mura!

3. Non fare windsurf oggi anche se c’era vento perché avevo altri impegni. Questa non è una notiziona, ma affinché i più puntigliosi non abbiano a confrontare le rilevazioni del vento con questo diario, preciso che oggi, sì, c’era vento ma il sottoscritto ha anche una vita sociale e che questa prevede che talvolta si rinunci a fare windsurf. Del resto, se il windsurf fosse stato la mia priorità su tutto il resto negli ultimi 20 anni, adesso non sarei qui a cercare di imparare una manovra che per molti è a dir poco elementare.

4. Ho risposto all’email di un amico che mi chiedeva spiegazione della foto di testata del blog. Come alcuni sanno, io sono un convinto pacifista, obiettore di coscienza, contrario all’uso delle armi. Per scelta, perché per istinto sarei una specie di Wolverine. Quindi a chi mi consoce può sembrare strano che io usi questa immagine. Ma l’ho fatto sperando che qualcuno me ne chiedesse ragione. Infatti nella suddetta è ritratto un M61 Vulcan (!), cioè un cannoncino a canne rotanti da 20mm destinato all’utilizzo a bordo degli arei militari e usato durante la guerra del Vietnam. Per me è una metafora delle cazzate che sparerò in questo blog…
5. Ho fatto una ricerca su Internet. E ho appurato che i Vulcaniani hanno i capelli corti. Quindi, per non lasciare nulla di intentato, ho deciso di tagliarmi i capelli alla vulcaniana. Alla prossima uscita vedremo se questo ha avuto senso.
p.s. Nelle foto metto sempre gli occhiali da sole non per avere più carisma e sintomatico mistero ma per evitare di dover fare 354 scatti prima di avere un’espressione che non sia completamente ebete (che poi è la mia espressione base).

Domani dovrebbe esserci vento quindi andrò in acqua e riprovarci.

Vera foto di vero Vulcaniano - © Paramount Pictures

Vera foto di vero Vulcaniano - © Paramount Pictures

Come ero e come sono adesso che ho adottato un look da vero Vulcaniano. Per le orecchie ci sto lavorando.

Come ero e come sono adesso che ho adottato un look da vero Vulcaniano. Per le orecchie ci sto lavorando.

Posted by: drslow | Agosto 5, 2008

Voltarene

Oggi ho fatto il passo del gambero, cioè indietro. Ho un sacco di scuse per giustificare l’insuccesso: ero stremato dalle giornate precedenti, il vento era un groviglio di raffiche, non riuscivo a concentrarmi per una quantità di pensieri extra vulcaniani che mi giravano per la testa. Ma alla fine sono solo scuse. Oggi, se possibile, sono peggiorato rispetto a ieri. Punto e basta.

La giornata è iniziata in maniera fantozziana. Armo la mia solita 5.3 e sto per partire quando, del tutto casualmente, metto la mano sulla tasca d’albero e mi accorgo che è rimasto mezzo centimetro tra la base e il top dell’albero. Riporto l’attrezzatura a terra. Smonto il rig dalla tavola, sgancio la cima di recupero, mollo il caricabasso, mollo la bugna, rimetto a posto i due pezzi dell’albero, ricazzo il caricabasso, ricazzo la bugna, riaggancio la cima di recupero, riattacco il piede d’albero, mi ripreparo a partire ma… ho fatto passare la cima di recupero fuori dal boma anziché all’interno (io attacco la cima di recupero all’albero sopra il boma e poi in basso attorno alla base della prolunga). Quindi risgancio il piede d’albero, riattacco la cima di recupero facendola passare dentro al boma, riattacco il rig alla tavola, riparto e… il boma è troppo alto! Il seguito lo potete immaginare da voi.

I tentativi di Vulcan sono stati pochi, una manciata. Il cosiddetto “riscaldamento” è durato ore, complice le condizioni abbastanza snervanti. A un certo punto ero talmente insoddisfatto della mia titubanza che mi sono buttato nel primo tentativo con foga eccessiva. Risultato, tavola bloccata e super botta all’indietro. Ho sentito il collo scricchiolare e adesso sono avvolto nel confortevole puzzo del Voltarene Emulgel.

Ma anche in una giornata perdente c’è qualcosa da salvare.

Primo: ho superato l’imbarazzo delle cadute e ho provato a fare un tentativo davanti agli occhi di Filippo Buratti, che è rimasto abbastanza sconvolto da sentirsi in dovere di consigliarmi di provare “meno al lasco”. Questo ovviamente mi confonde rispetto ad altre indicazioni che ho avuto in proposito, ma se prima ero un coniglio che si nasconde adesso almeno sono un coniglio che si fa vedere.

Secondo: sono al punto di partenza o questi 3 giorni (e meno di venti tentativi) sono serviti a qualcosa? Diciamo che a qualcosa sono serviti, nel senso che non mi sento (male) come tre giorni fa. E questo, comunque lo si voglia guardare, è un risultato.

Per la cronaca, oggi non è stato da 4.7-4.2 ma da 5.3 scorreggiata. Le previsioni qui a Coluccia sono buone da sabato per tre giorni, quindi avrò modo per mettermi alla prova e cercare di riscattarmi, dopo un po’ di sano riposo. Intanto in acqua il livello è demoralizzante. Oltre ai supervip (Lorioli, Buratti, i Vinante bros, Varrucciu, Durzu e mi scusino gli altri) ci sono almeno una decina di altri windsurfisti che fanno dalla Vulcan in su. E questo weekend torna Mattia (Fabrizi).

Per ora è tutto. Salvo sorprese del meteo riposerò fino a sabato e Voltarene permettendo riprenderò il mio masochistico cammino verso la Vulcan.

Posted by: drslow | Agosto 4, 2008

Non ho più paura, forse

sapreste dire quale? In palio un bel niente!

Di questi quattro elementi coi capelli lunghi, tre sono dei draghi e uno è lo scarsone che deve imparare la Vulcan: sapreste dire quale? In palio un bel niente!

La prima buona notizia è che non mi sono arreso. Non so voi, ma a me succede di provare una manovra, prendere qualche bella legnata, e a quel punto comincio a posticipare il tentativo successivo, possibilmente all’infinito. Penso abbia a che fare con l’istinto di sopravvivenza, che nel mio caso avrete capito è particolarmente sviluppato.

Anche oggi è stata una giornata da 5.3. Anche perché questa è la vela più grossa che mi porto dietro, quindi non è che avessi molte alternative. Ad ogni modo, era la vela giusta. Un po’ ciccia di bugna per i miei gusti, ma era necessario per planare e  comunque era meglio di ieri. Le raffiche erano più lunghe e il piano d’acqua più piatto. E soprattutto c’era uno yacht in meno fra le balle. Dopo quello che io chiamo “riscaldamento” ma che onestamente dovrei definire il tempo necessario a ritrovare il coraggio, ho fatto una decina di nuovi tentativi, spronato anche dall’eccessivo entusiasmo di Filippo Buratti, che non ha capito che mai proverò il mio aborto di Vulcan davanti a lui!

Dal punto di vista tecnico non ho fatto alcun vero progresso. Forse la tavola sta cominciando a ruotare, ma io continuo a sbilanciarmi indietro, per cui la pinna si blocca nell’acqua circa col vento in poppa, e io faccio il solito volo all’indietro mollando il rig (se mai ho tenuto veramente il boma…). La buona notizia è che penso di aver fatto uno scatto psicologico fondamentale: sono passato dal cercare solo e unicamente di minimizzare il danno della caduta, a provarci davvero. La cosa è successa in un momento di euforia dopo aver imbroccato 4-5 delle poche cose che so fare, di seguito, facendole bene (almeno per i miei standard). Insomma, ero gasato e in questo magico istante di autostima ho trovato quella che mi sembra la convinzione giusta. E mi è sembrato che la tavola cominciasse a obbedire e mi sono pure fatto meno male sbattendo sull’acqua. Insomma, mi sembra di essere entrato in una nuova fase.

Ora il problema sarà verificare se questa nuova consapevolezza l’avrò anche domani. Il banco di prova si annuncia importante, perché le previsioni danno vento vero, quindi 4.7 o 4.2, e qui le cose si fanno decisamente più impegnative. Domani dovrò anche fare tesoro del consiglio che mi ha dato Filippo Buratti quando gli ho raccontato che io perdo contatto con l’attrezzatura volando all’indietro. Mi ha detto che devo stare col corpo raccolto attorno al centro di rotazione della manovra, che nel caso della Vulcan è il piede d’albero. E di stare col corpo più “rannicchiato”. Cioè, lui non mi ha detto rannicchiato. Mi ha fatto vedere come, e io non saprei descrivervi meglio quello che mi ha fatto vedere. Domani ci proverò. Poi le previsioni danno 3 giorni di calma, quindi cercherò di impegnarmi al massimo, anche se non c’è muscolo, articolazione, tendine che non mi faccia male.

Posted by: drslow | Agosto 3, 2008

Mi è semblato di vedele un gattone!

Oggi non ho combinato niente di buono, ma ho fatto windsurf e sono contento lo stesso. Anche i lunghi viaggi cominciano con il primo passo - © autoscatto del Lento

Oggi non ho combinato niente di buono, ma ho fatto windsurf e sono contento lo stesso. Anche i lunghi viaggi cominciano con il primo passo.

Oggi è stato il d-day. Ho ricominciato con la Vulcan. Ricominciato è un po’ una parola grossa. Ho fatto la bellezza di 5 tentativi, forse 6. Ma per me sono stati importanti: sono quelli che mi servivano per affrontare la paura. Perché è inutile girarci intorno, il primo problema è la paura: saltare-ruotare è qualcosa che va contro il mio istinto di sopravvivenza, che è molto più forte della mia voglia di imparare.

Tornando alla cronaca, era un brutta giornata da 5.3 a Coluccia. Per brutta intendo che il vento era rafficato, inconsistente, cambiava direzione e intensità. Ovviamente questo non impediva ai vip presenti (oltre al resident Lorioli metteteci: i Vinante bros, il Gaspero, Gabriele Varrucciu e Carletto Durzu) di fare qualunque tipo di rotazione. Nel mentre io combattevo contro un inverno (e primavera e inizio estate) senza esercizio fisico, la vela troppo grassa (sennò non planavo neanche a cannonate) e l’elenco delle mie patologie incompatibili coi traumi che mi avrebbe provocato provare la Vulcan. Abbastanza scuse per rimandare il primo tentativo?

Nel pomeriggio il vento si è messo meglio, ho potuto riportare la vela a un assetto normale, ho cominciato a sentirmi meglio. Così ho ricominciato a pensare seriamente alla cosa. Anzi, a un certo punto mi sono pure incupito con me stesso per non averci provato. Insomma, non mi stavo più divertendo a fare le solite cose per il tarlo di questa Vulcan!

Prima mi sono messo in testa di provare davanti alla scuola, dove tutti fanno le manovre. Ma tra il casino di gente e la scarsa voglia di farmi prendere per il culo anche dai bambini, ho cambiato obiettivo, puntando alla zona sottovento. Ma lì m’è venuta ansia per i bagnanti a terra, che si sarebbero visti arrivare contro una bomba di spruzzi. E poi, non so, non ero a mio agio. Quindi, alla fine, ho scelto il mio campo di prova: Coluccia. Ma Coluccia davvero, cioè la costa della penisola di fronte alla scuola.

La prima cosa, è che lì non c’è quasi nessuno e, lo ammetto, così mi sono risolto la questione imbarazzo. Almeno all’inizio, quando farò solo guai, non mi dispiace avere poco o niente pubblico. Ho 41 anni e la mia dignità! E siccome il retropensiero degli altri ce l’ho, e non ci posso fare niente per quanto scemo possa sembrare, ho scleto di andare in esilio a fare i miei tentativi.
Secondo, lì posso provare uscendo, quindi senza l’obbligo di doverla fare “qui e ora”. Un bordo al lasco e 200 metri per trovare coraggio e il momento giusto. E tutto lo spazio che voglio. Terzo, lì il vento oggi era mica male, meno rafficato, cioè con le raffiche più lunghe, anche se un po’ meno forti (il che, tutto sommato, non guastava).

La faccio breve: i tentativi sono stati un disastro. Ho perso ogni volta contatto con l’attrezzatura, che è finita non meno di 10-20 metri sottovento a me. Non ho la minima idea se la tavola abbia fatto anche solo due gradi di rotazione, e sicuramente non ho fatto niente di buono col rig, visto che l’ho sempre mollato.
Ma tre cose buone ci sono:
- ho superato il blocco della paura
- ho iniziato la manovra al lasco
- mi sono ricordato di portare la mano anteriore vicino alla maniglia del boma.
Insomma, non è un inizio esattamente esaltante, ma penso che in queste cose si debba sempre guardare ai passi in avanti e trovare qualcosa di positivo.

Ma su una cosa mi sono veramente sbagliato di grosso. Tornato a terra Stefanino (Lorioli) mi viene incontro e con un’espressione indecifrabile mi chiede cosa stessi combinando. Io ovviamente non capisco / faccio lo gnorri. E lui “No sai, è che ti ho visto, sullo sfondo blu dello yacht, volavi in una posizione tipo Gatto Silvestro, e l’attrezzatura stava navigando senza di te…”.
Ok, adesso lo so, oggi non ho veramente combinato nulla di buono. Ma come si dice in questi casi, le previsioni sono molto promettenti, e domani vediamo se trovo il coraggio per riprovarci.

Stefanino Lorioli mostra la tragicomica "Posizione del Gatto Silvestro"

Stefanino Lorioli mostra la tragicomica "Posizione del Gatto Silvestro"

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