Pubblicato da: Stefano Lentati | agosto 24, 2008

Buchi nell’acqua

Il Silver è sempre stato uno dei miei supereroi preferoni, ma mai avrei pensato di entrare in concorrenza con lui nello scavare buchi nell'acqua - © 20th Century Fox

Il Silver è sempre stato uno dei miei supereroi preferoni, ma mai avrei pensato di entrare in concorrenza con lui nello scavare buchi nell

Anche oggi ho fatto un po’ di buchi nell’acqua. Sempre, la 5.3, sempre vento incostante e rafficato. Ho anche trovato un bell’angolino con acqua piatta e zero traffico, ma ho collezionato molte cadute nonostante abbia cercato di essere aggressivo e di mollare il freni inibitori. Ma le botte sono state talmente spettacolari che temevo di aver davvero fatto dei buchi nell’acqua paragonabili a quello che Silver Surfer scava nel Tamigi (cfr. il film del 2007 Rise of the Silver Surfer, in Italia come I Fantastici 4 e Silver Surfer).

La giornata si è conclusa in maniera fantozziana. Ho fatto un’altra katapulta grandiosa dopo essermi riagganciato involontariamente alle cime del trapezio. Una legnata pazzesca che ha anche lasciato un ricordo sulla coperta dell’agonizzante Proof 250. Mi son o detto: “Bravo, bello aggressivo, riprovaci subito.” E invece nella botta avevao tranciato le cimette, e sono dovuto tornare a terra a braccia (!). Fine della giornata.

Però vorrei segnalare che prima di questo finale penoso, la mia attrezzatura aveva fatto anche Vulcan , Spock e Flaka… perché l’ha usata per 15 minuti il neocampione italiano juniores Mattia Fabrizi! Almeno adesso l’attrezzatura sa quello che deve fare…

Le previsioni da qui a quando dovrò ripartire per la nebbiosa residenza invernale sono pessime. Nel senso che non è prevista una scoreggia di vento. Quindi la giornata di oggi è stata la fine del mio tentativo di imparare la Vulcan? Aspettiamo di arrivare alla fine e poi vedremo.

Pubblicato da: Stefano Lentati | agosto 23, 2008

Another day at work

Se mi avete letto un po’ sfiduciato, ecco, dopo oggi mi sta tornando un po’ di fiducia. Non che abbia fatto alcun vero progresso, ma oggi mi sono sentito come uno che ci stava provando, non come uno impanicato che stava solo facendo confusione.
Il problema adesso è che sto cercando ancora la soluzione alla mia incapacità di ruotare. Se mi concentro a mollare la mano dietro, non giro la testa. Se giro la testa, non salto. Se salto, non raccolgo la gamba posteriore. Mi sento molto come quando (molti eoni fa) dovevo imparare la strambata power, con molte cose da fare contemporaneamente. Ma molto peggio, perché i tuffi sono peggiori e l’età del rider è avanzata.

ieri è stata la più bella giornata di vento dall’inizio di agosto: 5.3 costante e precisa, niente raffiche. Io però ero a riposo per concedere il tempo alle mie braccia di riprendersi. Infatti, quando devo provare la Vulcan, prima mi sgancio dal trapezio, poi faccio circa 1 km al traverso/lasco, e poi ci provo, cioè cado, cioè mi tuffo. Quindi vado un sacco a braccia, e sono devastato. La giornata di riposo mi è servita anche per portare per un giorno la famiglia su un’altra spiaggia: non ne potevano più di passare la giornata a farsi brasare dal vento e rischiavo l’ammutinamento. Così ho preso due piccioni con una fava ma ho perso la miglior giornata del mese. Fate voi se sono stato furbo o fesso.

Domani dovrebbe essere ventoso, e sarò nuovamente al lavoro. Ho l’obiettivo minimo di riuscire a ruotare la tavola: guardo gli altri che lo fanno con una facilità incredibile e rosico da pazzi. Evidentemente c’è qualcosa che mi sfugge e conto di afferrarlo con la mia tattica dei 1.253 tentativi! Spero di sopravvivere.

Pubblicato da: Stefano Lentati | agosto 21, 2008

Salvate il soldato Lento

Salvate il soldato Lento (che si è messo pure il casco per evitare le mazzate)

Salvate il soldato Lento (che si è messo pure il casco per evitare le mazzate)

Quanti modi ci sono per abortire la Vulcan? Oggi penso di averli sperimentati tutti. Ho mollato la mano indietro, ma non saltavo abbastanza. Saltavo, ma non ruotavo. Cadevo, e non capivo. Mi sono superato quando ho saltato, ho mollato la mano posteriore, la cimetta del trapezio si è riattaccata, io ho panicato, sono atterrato di piatto coi piedi fuori dalle strap(!) e ho fatto una catapulta memorabile.

A parte la delusione di non aver fatto alcun significativo passo avanti, oggi è stata una bella giornata di windsurf con la mia fedele 5.3. Continuo a guardare con invidia gli altri che fanno e rifanno, provano e riprovano le Vulcan mentre io mi sento sempre al punto di partenza.

Se da un lato il divertimento è proprio provare una nuova manovra, dall’altro sono un po’ stufo di cadere e basta senza nessuna idea di come fare a migliorare la situazione, anche solo di un grado di rotazione. Domani ci sarà calma di vento e poi dovrebbe ricominciare a soffiare ma con il brutto tempo, comunque io sarò lì a riprovarci, anche se ormai comincio a vedere avvicinarsi il momento in cui dovrò tornare in continente senza la Vulcan nel sacco (o anche una mezza Vulcan, un pezzettino di Vulcan, almeno una Vu!).

Pubblicato da: Stefano Lentati | agosto 20, 2008

Altri tentativi

Oggi, un po’ inaspettato, c’è stato vento. Inaspettato soprattutto per chi, come me, non guardava le previsioni da un paio di giorni. La giornata era rigorosamente da 6.0, ma anche qualcosa di più, e non era niente di speciale.

Per cui io ho armato la solita 5.3 e ho aspettato l’oretta migliore. Come mi ero ripromesso, niente 360 e bello concentrato sulla Vulcan. Così mi sono spostato sottovento alla scuola, davanti alla famiglia, e ho tirato qualche bella lecca in acqua. Ma finalmente posso contare tre piccoli sucessi:
- la famiglia sembra aver metabolizzato il fatto che io non stia cercando di farmi del male ma solo di divertirmi, e a denti stretti mi ha dato la sua benedizione.
- non mi sono fatto male (e visto le botte dell’ultima volta sono molto contento!);
- in un’occasione (in cui mi sono buttato con più cattiveria del solito, che di solito è zero) ho proprio sentito che iniziava una bella rotazione, poi ricordo solo spruzzi e spruzzi, ma sono sicuro che per una volta stava succedendo la cosa giusta.

Questo non toglie il fatto che la rotazione è ancora un obiettivo parecchio lontano. Ma domani è un altro giorno, le previsioni sono promettenti, e io sarò ancora lì a provarci.

p.s. Oggi mi ha chiamato ZioBello, il quale sostiene che non importa quanto sia delaminata la mia tavola,  con l’aiuto del Dr.D la salveremo. Io non ci spero ma voglio crederci. Nel caso, con l’occasione vorrei fare un po’ di restyling.

Pubblicato da: Stefano Lentati | agosto 18, 2008

R.I.P. Proof 250

Oggi il Rainer ha confermato la infausta diagnosi sul mio Proof Wave Freestyle 250 di “soli” cinque anni. La tavola è scoppiata. Delaminazione in coperta e in carena. Lo userò fino a quando si distruggerà sotto i miei piedi, probabilmente in un tentativo di Vulcan.
Questa tavola, che non mi ha risparmiato critiche di ogni genere e molta inutile ironia, è una tavola di cui sono veramente innamorato. Innanzitutto, perché non ce l’ha nessuno, e a me un po’ piace stare fuori del gruppo. Poi perché è planante (era, visto che le linee della carena ormai sono compromesse) nonostante i 90 litri. Poi perché è leggera (5,5 kg verificati alla consegna). Poi perché stramba e fa i 360 alla grande. E ancora perché ha un sacco di V a poppa e mantiene la direzione anche con la 4.2 veramente sovrainvelata. E infine perché la potevo veramente usare come “tavola unica” eccetto le onde (anche se una volta ci sono uscito a Cala Pischina). Ma soprattutto perché mi ci sono trovato bene da subito e va bene per me.
La sua prossima morte apre un terribile dubbio sulla sua sostituta. Dovrà essere una tavola freestyle, come mi invitava a fare ieri Carletto Durzu. O visto che di freestyle io non so fare nemmeno la Vulcan e alla fin fine sono pure sempre un windsurfista anni’90, è meglio un freestyle wave? E poi, dove la trovo una tavola da 5,5 kg veri? Insomma, non so cosa fare.
Per cominciare, nei prossimi giorni cercherò di provare qualche tavola freestyle vera, se qualcuno me la presta, per capire se una tavola che va bene per Gollito (o anche solo per Stefanino Lorioli) faccia anche al caso mio. E forse che una tavola freestyle potrebbe aiutarmi a imparare prima e meglio la Vulcan? Boh.

Pubblicato da: Stefano Lentati | agosto 17, 2008

Festa della raffica

Oggi Coluccia era la festa della raffica. Invece del vento “a strisce”, come a volte accade, abbiamo avuto il vento “a macchie”, che è una discreta schifezza. Io ho anche fatto del mio meglio: sono entrato in acqua nonostante le braccia spezzate e mi sono imposto di non fare un solo 360. Ma le condizioni erano veramente inadatte e le mie braccia e le mie mani assolutamente fuori servizio. Ma sono molto fiducioso per il futuro e determinato a concentrarmi solo sulla Vulcan.

Pubblicato da: Stefano Lentati | agosto 16, 2008

Conigliata

Oggi sono stato più coniglio o più criceto? - © Time Warner

Due giorni di gran bel vento. Roba da 4.2-4.7, con una coda tardopomeridiana da 5.3 perfetta. Io mi sono acconigliato, o accricerato, a seconda dei punti di vista. Cioè mi sono divertito molto e ho fatto un sacco di 360 ma non erano proprio condizioni per provare la Vulcan: mi stavo già divertendo così e non ne ho sentito la mancanza. Sarà per la prossima giornata di vento.

Pubblicato da: Stefano Lentati | agosto 12, 2008

La mia mano sinistra

La mia mano sinistra (liberamente ispirato a Il mio Piede Sinistro)

La mia mano sinistra (liberamente ispirato a Il mio Piede Sinistro)

Oggi ho parlato della questione con Stefanino Lorioli, per due anni consecutivi vice campione italiano di freestyle. Gli ho spiegato la dinamica e gli ho sottoposto il mio dubbio, e cioè che la rotazione venga bloccata dal fatto che non mollo la mano posteriore.
La sua opinione è che il problema potrebbe essere questo, per cui alla prossima ci proverò stando attento a mollare la mano sinistra, che incidentalmente è quella posteriore.

La prossima occasione dovrebbe essere, previsioni alla mano, venerdì. Ieri oggi e i prossimi due giorni sono un affare di scirocco, e infatti a Murta Maria planano alla stragrande, ma io ormai sono un po’ pigro e resto in famiglia a godermi i bambini e fare un po’ di cosette: non ho nessuna voglia di farmi 60 km di statale col traffico di agosto e di non trovare parcheggio e far soffrire la famiglia. Per cui aspetto la prossima uscita a Coluccia… sto diventando un vero local sedentario. Mi preparo per l’ospizio!

Pubblicato da: Stefano Lentati | agosto 9, 2008

Banzai!

A furia di fare tresessanta comincio a sentirmi come un criceto sulla ruota

A furia di fare tresessanta comincio a sentirmi come un criceto sulla ruota: devo evolvermi verso un nuovo stadio - Vulcaniano!

Una bella giornata a Coluccia. Vento forte ma un po’ a “strisce”, per cui armo comunque la 5.3. Si plana anche con la 4.7-4.5, ma in alcuni punti si soffre, e io oggi preferisco soffrire per il troppo vento che per il troppo poco vento. La 5.3 la armo con la massima tensione di caricabasso e la bugna positiva di 1 cm. Da guerra, insomma. Comunque, c’è un sacco di altra gente con la 5.3-5.1 in acqua. Ad esempio Mattia Fabrizi e Stefanino Lorioli.

La prima parte della giornata la dedico a divertirmi (a furia di fare carving 360 comincio a sentirmi come un criceto), ma man mano che passa il tempo mi si insinua il tarlo della Vulcan. Devo riprovarci e ritrovare confidenza. Ma ho bisogno di qualcosa per sbloccarmi, così mi porto sottovento, davanti alla famiglia che ho preventivamente “picchettato” in spiaggia. Per l’occasione, affido a mio fratello (ho anche un fratello, che rivelazione!) la mia nuova macchinetta digitale, arrivata ieri brevi manu dal continente, per farmi riprendere nei miei tentativi di Vulcan. Con qualcuno che mi riprende, devo devo devo provarci sul serio.

Prendo subito un paio di lecche, poi decido di provarci con più determinazione, buttando in basso la prua, cosa che faccio e che mi sembra sortisca un effetto positivo sulla rotazione. Anzi, sono sicuro di aver ruotato la tavola sulle nuove mura: torno a terra per vedere il video risultato, ma il mio bro non ha ripreso il tentativo migliore.
Mi riassetto ed esco di nuovo, tre tentativi, due mi sembrano buoni, ritorno a terra tutto contento. Ma non vedo un accidente: prima il fratellone si è fatto impallare dagli unici due pedoni che passeggiano sulla battigia, e poi da uno strambatore di passaggio, il solo nel raggio di due chilometri! Grrrrrrrr!
Esco ancora. Nuovo tentativo, prua in basso, poppa in alto, ma blocco la tavola in acqua, volo all’indietro e prendo una nuova botta al collo. Male totale! Ma sono curioso di vedere il risultato.

Lo potete vedere anche voi nel video, ma a velocità normale non si capisce niente. A prima vista sembra che il problema sia che non piego la gamba posteriore, e anche io lì per lì ne ero convinto. Ma una volta a casa, riguardando la sequenza al rallentatore, fotogramma per fotogramma, appare una verità diversa. Stacco, la tavola comincia a girare, raccolgo (abbastanza) la gamba posteriore, la prua è bassa (quasi infilata) nell’acqua. Ma a un certo punto smetto di ruotare, la tavola crolla sull’acqua, blocco la pinna e addio!
La mia teoria è che la rotazione sia bloccata dal fatto che non mollo la mano posteriore sul boma (e non giro la testa). Anzi, ne sono abbastanza convinto. Talmente convinto che oggi sono contento. Adesso stacco e ruoto col baricentro sul piede d’albero, so che salto abbastanza (ma non troppo alto) e che raccolgo la gamba posteriore, e che se lascio la mano posteriore potrei completare questa benedetta rotazione. Forse.

Ad ogni modo ho tempo per pensarci, appena mi sarà passato il male al collo! Avrei bisogno anche di più conforto familiare. Mia moglie ha sentenziato che “vederti mi fa venire il nervoso: già sei mezzo rotto, perché devi cercarti di farti male?” e poi aggiunge il carico da novanta annunciandomi che i bambini sono “molto preoccupati” quando mi vedono cadere in quel modo. E io pensavo che la famiglia mi avrebbe sostenuto con frasi del tipo “Bravo, anche se hai 40 anni passati non ti sei arreso, sei un esempio di fulgida tenacia!”
Uffa!

Pubblicato da: Stefano Lentati | agosto 8, 2008

Intermezzo #1

Nonostante gli insuccessi i miei fan mi sostengono scrivendo il mio nome lungo le strade della Sardegna. Grazie ragazzi, ce la farò per voi!

Nonostante gli insuccessi i fan continuano a sostenermi scrivendo il mio nome lungo le strade della Sardegna. Grazie ragazzi, ce la farò per voi!

Cinque cose che ho fatto in questi tre giorni.

1. Cercare di farmi passare il male al collo, cosa che sembra parzialmente riuscita con un po’ di pazienza e un po’ di nuoto: adesso riesco a fare la respirazione da entrambi i lati senza soffrire troppo. Sono abbastanza pronto a rientrare in acqua e riprovarci.

2. Guardare la Vulcan sul video Free Your Style. Per chi non lo conoscesse, è un video didattico di windsurf e freestyle di qualche anno fa, realizzato da Lars Petersen, freestyler della prima ora (è stato anche Campione Europeo IFCA della specialità) nonché una persona veramente simpatica e intelligente. Essendo roba di qualche anno fa l’attrezzatura ha l’aria veramente antica (Lars fa la Vulcan con una tavola wave!) cioé è molto più simile alla mia, che non è proprio all’ultimissima moda. Ho pensato che vedere un giurassico fare la Vulcan con attrezzatura antica potesse essermi utile. In realtà ho l’impressione che Lars la faccia anche all’antica, cioè saltando troppo in alto. E quando a fine manovra mi offre come perla di saggezza quella di “fare attenzione a non ruotare la tavola di più di 200 gradi”, ho capito che navighiamo in universi diversi: io non riesco nemmeno a ruotarla sulle nuove mura!

3. Non fare windsurf oggi anche se c’era vento perché avevo altri impegni. Questa non è una notiziona, ma affinché i più puntigliosi non abbiano a confrontare le rilevazioni del vento con questo diario, preciso che oggi, sì, c’era vento ma il sottoscritto ha anche una vita sociale e che questa prevede che talvolta si rinunci a fare windsurf. Del resto, se il windsurf fosse stato la mia priorità su tutto il resto negli ultimi 20 anni, adesso non sarei qui a cercare di imparare una manovra che per molti è a dir poco elementare.

4. Ho risposto all’email di un amico che mi chiedeva spiegazione della foto di testata del blog. Come alcuni sanno, io sono un convinto pacifista, obiettore di coscienza, contrario all’uso delle armi. Per scelta, perché per istinto sarei una specie di Wolverine. Quindi a chi mi consoce può sembrare strano che io usi questa immagine. Ma l’ho fatto sperando che qualcuno me ne chiedesse ragione. Infatti nella suddetta è ritratto un M61 Vulcan (!), cioè un cannoncino a canne rotanti da 20mm destinato all’utilizzo a bordo degli arei militari e usato durante la guerra del Vietnam. Per me è una metafora delle cazzate che sparerò in questo blog…
5. Ho fatto una ricerca su Internet. E ho appurato che i Vulcaniani hanno i capelli corti. Quindi, per non lasciare nulla di intentato, ho deciso di tagliarmi i capelli alla vulcaniana. Alla prossima uscita vedremo se questo ha avuto senso.
p.s. Nelle foto metto sempre gli occhiali da sole non per avere più carisma e sintomatico mistero ma per evitare di dover fare 354 scatti prima di avere un’espressione che non sia completamente ebete (che poi è la mia espressione base).

Domani dovrebbe esserci vento quindi andrò in acqua e riprovarci.

Vera foto di vero Vulcaniano - © Paramount Pictures

Vera foto di vero Vulcaniano - © Paramount Pictures

Come ero e come sono adesso che ho adottato un look da vero Vulcaniano. Per le orecchie ci sto lavorando.

Come ero e come sono adesso che ho adottato un look da vero Vulcaniano. Per le orecchie ci sto lavorando.

Articoli precedenti »

Categorie

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.