Oggi ho fatto il passo del gambero, cioè indietro. Ho un sacco di scuse per giustificare l’insuccesso: ero stremato dalle giornate precedenti, il vento era un groviglio di raffiche, non riuscivo a concentrarmi per una quantità di pensieri extra vulcaniani che mi giravano per la testa. Ma alla fine sono solo scuse. Oggi, se possibile, sono peggiorato rispetto a ieri. Punto e basta.
La giornata è iniziata in maniera fantozziana. Armo la mia solita 5.3 e sto per partire quando, del tutto casualmente, metto la mano sulla tasca d’albero e mi accorgo che è rimasto mezzo centimetro tra la base e il top dell’albero. Riporto l’attrezzatura a terra. Smonto il rig dalla tavola, sgancio la cima di recupero, mollo il caricabasso, mollo la bugna, rimetto a posto i due pezzi dell’albero, ricazzo il caricabasso, ricazzo la bugna, riaggancio la cima di recupero, riattacco il piede d’albero, mi ripreparo a partire ma… ho fatto passare la cima di recupero fuori dal boma anziché all’interno (io attacco la cima di recupero all’albero sopra il boma e poi in basso attorno alla base della prolunga). Quindi risgancio il piede d’albero, riattacco la cima di recupero facendola passare dentro al boma, riattacco il rig alla tavola, riparto e… il boma è troppo alto! Il seguito lo potete immaginare da voi.
I tentativi di Vulcan sono stati pochi, una manciata. Il cosiddetto “riscaldamento” è durato ore, complice le condizioni abbastanza snervanti. A un certo punto ero talmente insoddisfatto della mia titubanza che mi sono buttato nel primo tentativo con foga eccessiva. Risultato, tavola bloccata e super botta all’indietro. Ho sentito il collo scricchiolare e adesso sono avvolto nel confortevole puzzo del Voltarene Emulgel.
Ma anche in una giornata perdente c’è qualcosa da salvare.
Primo: ho superato l’imbarazzo delle cadute e ho provato a fare un tentativo davanti agli occhi di Filippo Buratti, che è rimasto abbastanza sconvolto da sentirsi in dovere di consigliarmi di provare “meno al lasco”. Questo ovviamente mi confonde rispetto ad altre indicazioni che ho avuto in proposito, ma se prima ero un coniglio che si nasconde adesso almeno sono un coniglio che si fa vedere.
Secondo: sono al punto di partenza o questi 3 giorni (e meno di venti tentativi) sono serviti a qualcosa? Diciamo che a qualcosa sono serviti, nel senso che non mi sento (male) come tre giorni fa. E questo, comunque lo si voglia guardare, è un risultato.
Per la cronaca, oggi non è stato da 4.7-4.2 ma da 5.3 scorreggiata. Le previsioni qui a Coluccia sono buone da sabato per tre giorni, quindi avrò modo per mettermi alla prova e cercare di riscattarmi, dopo un po’ di sano riposo. Intanto in acqua il livello è demoralizzante. Oltre ai supervip (Lorioli, Buratti, i Vinante bros, Varrucciu, Durzu e mi scusino gli altri) ci sono almeno una decina di altri windsurfisti che fanno dalla Vulcan in su. E questo weekend torna Mattia (Fabrizi).
Per ora è tutto. Salvo sorprese del meteo riposerò fino a sabato e Voltarene permettendo riprenderò il mio masochistico cammino verso la Vulcan.



